Buccino, chiuso il canile abusivo
- Guardia Agroforestale Italiana

- 23 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Resta fitto il mistero sul destino dei quattordici cani ospitati nel canile di Buccino, sequestrato e sgomberato il 14 novembre per irregolarità strutturali. La struttura di località Braida, inaugurata da pochi mesi e gestita dall’associazione “Ciotole Forever Piene” di Potenza, è stata chiusa dopo che i box per gli animali sono risultati troppo vicini a un’abitazione privata.
A sollevare l’allarme è la regista e animalista buccinese Maria Pia Cerulo, che denuncia l’assenza di informazioni sulla collocazione dei cani presenti al momento della chiusura: «Nel rifugio vivevano cuccioli e animali fragili: dove sono finiti?».
I volontari del territorio temono che gli animali siano stati dispersi o trasferiti in luoghi non idonei, nonostante in passato fossero state presentate numerose richieste di adozione poi respinte. Cerulo critica la gestione, sostenendo che si sia preferito ricorrere a soluzioni temporanee piuttosto che garantire affidi sicuri.
Sulla vicenda interviene anche Antonio D’Acunto, presidente della Guardia Agroforestale Italiana, che annuncia l’apertura di un’indagine per verificare la reale destinazione dei cani dopo lo sgombero.
Nel dibattito riemerge anche un episodio del 2024, relativo a un pitbull non microchippato affidato a un fiduciario e poi fuggito da una recinzione non conforme. L’associazione aveva giustificato la scelta affermando che il rifugio non era attrezzato per ospitare razze “a rischio”, ma le spiegazioni non convinsero i volontari.
La chiusura del canile riapre il confronto sull’efficacia delle strutture tradizionali, anche alla luce della recente Legge Brambilla (luglio 2025) contro il maltrattamento animale. Dal mondo animalista emerge la proposta di investire in Oasi a semilibertà, ritenute più sostenibili ed efficaci dei canili convenzionati.
Nel frattempo, alcuni dei cani che erano presenti nel rifugio sarebbero stati avvistati nuovamente sul territorio comunale. Da qui l’appello di Cerulo: «Serve collaborazione tra istituzioni e cittadini. Accogliamo queste creature prima che sia troppo tardi».





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